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VANZ IN STUDIO PER IL NUOVO ALBUM

Scritto da Marco Colombari. Posted in News/Comunicati

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I Vanz tornano in studio per la produzione del nuovo album, dopo i ripetuti apprezzamenti che la critica ha riservato a "Self Destruction" e "Self Reconstruction", minialbum pubblicati lo scorso anno su Elevator Records, division of Mauna Loa. La nuova produzione inizierà a prendere forma tra pochissimi giorni presso El- Sop Recordings attraverso la co-produzione artistica di Leonardo Magnolfi e uscirà per la stessa etichetta in tarda primavera, preceduto da un singolo con relativo video documentario. La band in attivo dal 2002, propone un particolare Alternative Rock che affonda le proprie radici nel punk e si arricchisce di varie contaminazioni, avvalendosi della voce e chitarra di Paolo Castriconi, della batteria di Alessandro Albertazzi, del basso di Ranieri Cecconi e della chitarra di Filippo Chiarello.

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"E che sia" il primo singolo dei Riforma

Scritto da Alex. Posted in News/Comunicati

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Ecco il primo singolo della band Toscana, i "RIFORMA". Un brano di qualità, dalle sonorità pop/rock che rappresenta in pieno lo stile dell'album (uscita prevista per la primavera del 2012). “E che sia”. Essere veri, reali, leali, sinceri con noi stessi sempre e comunque, come unico antidoto alle stereotipate maschere che la società ci impone: "la verità, l'unica cosa che merita di liberarsi dagli attimi, quelli in cui tutti si perdono pur di non viverla". Come unico percorso possibile che conduce alla costruzione del rispetto e del vero amore verso il proprio io interiore. La produzione è affidata alla Firstline Production di Alex Marton, produzione attenta alle nuove sonorità emergenti. Ad accompagnare il brano un particolare videoclip curato nei minimi dettagli. La Firstline Production come per tutte le sue ultime produzioni ha affidato la regia del video ad Andrea Tani. Il Videoclip è visibile dal seguente link : http://www.youtube.com/watch?v=Wm5ICs5P_js Note Biografiche : I Riforma nascono nella città di Grosseto come quartetto pop/rock di cover di artisti internazionali, divenendo, successivamente, compositori e autori di brani inediti. Dal 2005, la formazione si è stabilizzata a tre elementi: Luca Berti (voce/basso), Luca Brandini (chitarra) e Simone Giulietti (Batteria). Nel corso degli anni la Band ha maturato una grande esperienza live: dai piccoli pub alle grandi piazze. Degne di nota sono alcune partecipazioni in qualità di “open-act” e varie collaborazioni con Artisti come Fausto Leali, Luca Barbarossa,

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DOPPIA K _ SALVAMI

Scritto da maurizio bassora. Posted in News/Comunicati

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Hip hop suonato Rap “sano” che si discosta dai clichè di musiche e testi “incazzati” della maggior parte dei rapper italiani Questo e altro ancora per il disco di DOPPIA K… Rapper e produttore attivo da più di quindici anni nella scena hip hop italiana DOPPIA K Presenta “Salvami” Primo singolo tratto dall’album “ERA DELL’ACQUARIO” produzione; Doppia K per Carlito's Produzioni distribuzione; Wondermark GUARDA QUI IL VIDEO http://www.youtube.com/watch?v=Jv8bD60P-x0 ASCOLTA IL DISCO IN ANTEPRIMA QUI http://soundcloud.com/doppiak PER INFO www.doppiak.it VIDEOCLIP “SALVAMI” Il nuovo videoclip ”SALVAMI” con la partecipazione di Klaudya2K (caso vuole che entrambi gli artisti siano legati anche nella vita quotidiana, essendo marito e moglie) è girato interamente a Villa Sommi Picenardi, location che ha accolto in precedenza i Litfiba con “Gioconda”. Interamente curato da quattro studenti del noto Francesco Fei ( docente presso l’Accademia Carrara e lo Ied ) vede i due protagonisti volutamente calati in un contesto lontano dai clichet dell’hip hop contemporaneo. IL DISCO Il nuovo album di DOPPIA K , “Era dell’acquario”, è stato interamente prodotto dall’artista, che ha curato musiche e testi. E’ un album dove il rap si distingue dai clichè del genere hip hop, sia perché è diversa la produzione (il disco è suonato per la maggior parte con strumenti veri, oltre che con beats e sample che distinguono l’impianto sonoro di quasi tutti i dischi di rap italiano) che per i temi trattati. Nell’era dell’acquario si va dal naturismo alla decrescita, dalla critica sociale alle leggende Cadorine.

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Tour Music Fest 2012: la musica emergente con MOGOL presidente di Giuria

Scritto da P.P.. Posted in News/Comunicati

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Per il sesto anno consecutivo, dopo i consensi raccolti dal 2007 a oggi, si aprono ufficialmente le iscrizioni al Tour Music Fest 2012, il più grande festival internazionale dedicato alla musica emergente. L’Italia è ricca di nuove idee musicali e proposte artistiche mai scontate che provengono da tutta la penisola e fanno riferimento a ogni genere musicale. Il Tour Music Fest, anche quest’anno, apre le iscrizioni a ogni categoria (Cantautori, Original Band, Cover Band, Interpreti, Junior, Musicisti) e soprattutto a ogni genere musicale, portando in primo piano le proposte emergenti che meritano visibilità. Un approccio internazionale e al tempo stesso attento alle dinamiche italiane provenienti da ambienti differenti: è così che negli anni passati il Tour Music Fest è stato trampolino di lancio di personaggi come Loredana Errore, Micaela Foti (seconda a Sanremo Giovani 2011), Lucya Russo, Angelo del Vecchio (protagonista di Notre Dame De Paris), Jacopo Ratini e tanti altri, andando alla ricerca delle migliori voci e iniziative artistiche lungo tutta la penisola. Con trenta città di selezione e una giuria di qualità itinerante, il Tour Music Fest torna a raggiungere uno per uno tutti i partecipanti, rendendo protagonista la musica di tutto lo stivale, nessuno escluso. E se la sesta edizione conferma la formula vincente di un festival che è stato promosso come il più autorevole della scena italiana, per questo 2012 arrivano tante e grandi novità tra cui gli stage formativi del TMF ospitati dal CET di Mogol: la scuola di musica più nota e stimata d’Italia. Un’ulteriore possibilità per gli iscritti che,come ogni anno, si contenderanno a suon di note i premi in palio (produzione e distribuzione, videoclip, tour internazionali) durante l’ormai tradizionale e seguitissima finale nello storico Piper Club di Roma, di fronte a una giuria d’eccezione composta dai massimi esponenti della scena discografica nostrana e capitanata da MOGOL. Questo è solo l’inizio. Intanto per tutti coloro che vogliono mettersi alla prova con il più grande festival dedicato alla musica emergente - il TOUR MUSIC FEST- non resta che iscriversi direttamente dal sito www.tourmusicfest.it.

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Il nuovo album di Pier Mazzoleni: "La Tua Strada"

Scritto da .. Posted in News/Comunicati

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Terzo album per il polistrumentista e compositore bergamasco Pier Mazzoleni, dopo il disco pop jazz L’Isola, canzoni d’autore del 2007, e La tua vera identità del 2009, album di stampo cantautorale. E in questa stessa veste di cantautore si presenta anche per il nuovo disco La Tua Strada, completamente scritto, arrangiato e prodotto da Pier Mazzoleni. Un lavoro quindi molto personale, in cui Pier Mazzoleni si mette in gioco completamente, come autore e uomo, miscelando la sua storia alle composizioni, raccontate con pochi ed essenziali elementi, attraverso l’emozione dell’appassionato rapporto col pubblico a cui si rivolge. La Tua Strada è una carrellata di storie e sensazioni che si rincorrono, un disco che profuma di grandi spazi, di orizzonti e ironie metropolitane: evidente il rapporto tra l’uomo e il mare in Anime di Sale e ne Il Tuo Respiro; il vecchio che, dondolando, ricorda una storia d’amore ne La Casa dei Giovani Amanti; l'apertura positiva della ballata Cura e Vicinanza. Ogni elemento viene trattato con meticolosa cura. Pier da vero “chansonnier” è interprete attento e sensibile al suo tempo, mettendo a nudo il suo mondo a volte incantato a volte ironico: la vita e l’amore si rincorrono in Io Credo, la metafora della vita e delle scelte da compiere di La Tua Strada, la Lettera A Lei per esprimere con parole semplici e vere l'amore a una donna. Le sue musiche sono intrise e grondanti di jazz, di America, di ricordi e passioni, di storie comuni, di percorsi swing contaminati dal blues e di ritmi latini, come nella storia d’amore di Un Altro Abbraccio, traccia numero uno, che da canzone sobria si trasforma in una latin bossa molto ritmica, traspirando gioia dalle note e dalla improvvisazione finale del pianoforte di Pier. Nei Deserti Fioriti è una intensa ballad in cui un anziano riflette sul suo passato e sul futuro dei giovani. E poi la favola raffinata, d’amore sensibile e romantico, di Nel Tempo in cui un Lui bambino giura amore a una Lei prima bambina, poi donna. Il mito di Icaro, come metafora dell’ambizione umana, diventa canzone del brano Il Sogno Di Cera. La struggente Dammi Un’Onda vive nell’equilibrio tra desiderio e ricordo, la passionale Tu Sei Ballerina esplora il sogno della leggerezza e della gioventù. La Tua Strada è insomma un album vero, diretto, sinceramente concepito lavorato e realizzato da Pier Mazzoleni, che prende per mano l’ascoltatore, viaggiando insieme attraverso l’emozione, il ritmo e la metafora. BIO Pier Mazzoleni muove i primi passi nella musica a nove anni, come fisarmonicista popolare, e ben presto grazie alla tecnica acquisita, passa alla musica classica. Partecipa al dopo Festival di Sanremo del 1983 esibendosi con il gruppo dei Made in Italy.

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MArteAwards – l’assegnazione dei premi fuori concorso

Scritto da Irene. Posted in News/Comunicati

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Guest: L’Orchestraccia – Presenta: Adriano Bono Venerdì 20 dicembre 2012 , h 21.00 - 01.00 Galleria D’arte “Il Mitreo” - via Mazzacurati 61/63 e 76 – Roma MArteAwards è il premio italiano dell’arte nuova, un riconoscimento al valore artistico e culturale degli artisti ma anche degli addetti ai lavori che durante l’anno si sono distinti per originalità, doti artistiche, impegno e soprattutto per il contributo significativo, in termini d’innovazione, che hanno dato al panorama artistico culturale italiano. Dopo l’assegnazione dei premi agli artisti in concorso dello scorso 17 dicembre sempre a Corviale il 20 gennaio, sempre presso la Galleria “Il Mitreo”, la seconda parte dei MArteAwards con l’assegnazione dei riconoscimenti fuori concorso MArteAwards. Ospiti della serata una formazione ridotta del gruppo itinerante delirante folk-punk-rock romano, L’Orchestraccia e Adriano Bono che oltre ad esibirsi vestirà anche i panni del presentatore della serata che vedrà anche altri ospiti e performance con Alessio Fralleone e Madame Decadent che coloreranno la serata con due esibizioni di live painting. Per la danza la Compagnia Can Bagnato porterà in scena "Performance di danza con tempesta" di e con Eugenio Di Vito. Per l’arte circense in scena la Compagnia della Settimana Dopo con "Sur Place" di e con Luca Di Luca. In mostra anche i pittori Andrea Cardia, Rocco Cerchiara, Madame Decadent, Silvia Pelissiero, il fotografo Angelo Cattolico, gli artigiani Fabrike Recikled (Raul Ruiz Rodriguez) e Livia Tedeschi e la stilista Maisone Ròde (Barbara D'altoè). Come a dicembre sarà un gala artistico dell’arte emergente realizzato in pieno stile MArteLive, con il susseguirsi di spettacoli e allestimenti coreografici, il tutto rigorosamente dal vivo e in diretta streaming grazie alla webtv indipendente su www.meddle.tv e sul sito ufficiale www.corvialeurbanlab.it. MArteAwards nasce nel 2005 come spin-off di MArteLive, storico festival multidisciplinare italiano nato nel 2001 a Roma su iniziativa di Giuseppe Casa, attuale direttore artistico della kermesse.

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Music Live Experience

Scritto da ivanesp. Posted in News/Comunicati

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MUSIC LIVE EXPERIENCE Parte il 18 Gennaio Music Live Experience, il progetto/evento nazionale finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù e dedicato al mondo della musica emergente, che unisce formazione, confronto e musica! Parte mercoledì 18 Gennaio con l’inaugurazione del sito www.net4fun.it/musicliveexperience Music Live Experience, il progetto/evento organizzato dall’Associazione Giovanile Net4Fun e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù, che unisce musica, formazione e confronto tra giovani emergenti e professionisti del music business in un tour di 11 appuntamenti in tutta Italia nel 2012. Music Live Experience si rivolge ai giovani che desiderano un futuro nel mondo della musica: non solo musicisti e cantanti, ma anche appassionati che desiderano diventare dei professionisti dell’industria discografica. Il progetto nasce per rispondere alle lacune comunicative e formative tra il mondo della musica, intesa sia come musica suonata che come industria discografica, e i giovani che desiderano intraprendere una carriera in tale contesto. L’obiettivo è offrire ai giovani l’opportunità di: - Seguire in diverse città d’Italia corsi di formazione gratuiti sulle diverse professioni della musica - Usufruire gratuitamente di materiale didattico formativo disponibile online - Poter contattare via mail esperti del settore discografico per informazioni, domande e consigli - Per i musicisti e le band presentare il proprio progetto musicale a professionisti della discografia (discografici, produttori, giornalisti, musicisti professionisti…) vivendo una vacanza particolare a contatto con centinaia di musicisti provenienti da tutta Italia. Music Live Experience si svilupperà in diverse fasi durante il 2012: - Open Day Tour: un tour di 11 tappe (9 tappe Open Day e 2 tappe speciali) in tutta Italia durante le quali verranno organizzati momenti di confronto e formazione, tra i giovani partecipanti ed esperti del music business; - Music Live Mail: la linea mail gratuita a cui scrivere per porre domande e chiedere pareri: a rispondere saranno dei professionisti qualificati; - Download Area: è una sezione del sito ufficiale del progetto all’interno della quale verranno rese disponibili gratuitamente diverse dispense sulle professioni della musica. OPEN DAY TOUR Tappe Open Day Gli open day sono giornate di formazione gratuite sulle professioni della musica che si svolgeranno in 9 città italiane: sab 6/10 Milano dom 7/10 Bologna sab 13/10 Torino dom 14/10 Padova sab 27/10 Roma dom 28/10 Cagliari sab 10/11 Napoli dom 11/11 Palermo dom 18/11 Lamezia Terme Gli open day vedranno la partecipazione di 3 / 4 professionisti della discografia per ogni data che come docenti analizzeranno le diverse professioni legate al mondo della musica e illustreranno con testimonianze dirette in cosa consistono e come intraprendere i primi passi in tali ambiti. Le professioni analizzate in ogni incontro saranno: - l'organizzatore di concerti - l'addetto stampa e promozione nel settore musicale e discografico - il manager - il giornalista musicale - il musicista Gli incontri dureranno un’intera giornata con orario indicativo 9.30 – 17.30. Per partecipare agli open day è necessario pre iscriversi compilando il form disponibile nell’apposita sezione del sito www.net4fun.it/musicliveexperience Tappe Speciali Music Village Due ulteriori tappe di Music Live Experience avranno una durata di 4/6 giorni e si svolgeranno all’interno dell’evento “Music Village”, una settimana di vacanza in un villaggio turistico che raccoglierà circa 400 musicisti emergenti per edizione e durante il quale oltre a frequentare i seminari, i musicisti emergenti in particolare potranno presentare il proprio progetto musicale ai professionisti presenti, oltre a passare una settimana di vacanza e divertimento insieme a centinaia di musicisti e appassionati di musica provenienti da ogni angolo della penisola. Per le band che vorranno partecipare, dato il numero limitato di posti a diposizione nel residence che ospita l’evento, sarà necessario partecipare ad una selezione, a cui è possibile iscriversi dal sito web dell’evento – sezione Music Village - , www.net4fun.it/musicliveexperience .

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DON TURBOLENTO PRESENTANO ATTACK! IL LORO NUOVO DISCO AL LATTE PIU LIVE

Scritto da INDIEBOX MUSIC - UFFICIO STAMPA. Posted in News/Comunicati

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DON TURBOLENTO - RECORD RELEASE PARTY - IL NUOVO DISCO ''ATTACK!'' ( www.myspace/donturbolento.com ) - LATTE PIU LIVE - BRESCIA ( http://www.facebook.com/events/153468888090810/ ) I Don Turbolento sono un duo formato da Dario Bertolotti (batteria e voce) e Giovanni Battagliola (synth e cori). Nascono nel 2005 traendo il loro nome da un un pezzo degli Yello, eccentrico duo svizzero degli eighties. Ad accomunarli un’identica passione per il groove del funk, l’attitudine del rock e le sonorità elettroniche. Senza basso e chitarra, i DT trasformano questo limite in un punto di partenza da cui sviluppare un sound originale, con batteria vitaminica e funk più synth nudo e potente, tipico di certa wave anni ‘80. A tre anni dall’omonimo esordio, i Don Turbolento tornano con “Attack!” Un lavoro che in dieci tracce verifica l’evoluzione di suono e scrittura compiuta dal duo bresciano negli ultimi tempi. Non più party band da dancefloor come agli esordi, ma compagine in grado di accostare all’indole wave anni ottanta, che li contraddistingue sin dalla line up (solo batteria e synth), una gamma di influenze rivisitate con spirito personale ed energico. Un disco potente e maturo. In questo nuovo lavoro i Don Turbolento non rinunciano a confrontarsi con le più classiche strutture punk-funk, ma lo fanno con piglio tutt’altro che rassicurante. E quando meno te l’aspetti innestano granulazioni sintetiche su pop-song di kraftwerkiana memoria (la voce robotica di Tanzen Dusseldorf), mentre altrove è un rinnovato spirito new wave a palesarsi, o un’occhiata al songwriting dell’ultimo Brian Eno.

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99 POSSE IN CATTIVI GUAGLIUNI TOUR 2012 IN CONCERTO AL LATTE PIU LIVE

Scritto da INDIEBOX MUSIC - UFFICIO STAMPA. Posted in News/Comunicati

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SABATO 21 GENNAIO 2012 - 99 POSSE IN CATTIVI GUAGLIUNI TOUR 2012 IN CONCERTO AL LATTE PIU LIVE DI BRESCIA ( http://www.facebook.com/events/143262549116073/ ) A dieci anni dal loro ultimo album, tornano la 99Posse con l'album Cattivi Guagliuni. Com'e' noto, sono stati anni complicati, per il mondo intero e naturalmente pure per la band napoletana, dichiarata ufficialmente sciolta nel 2005 e riformatasi nel 2009, anche sull'onda del successo del tour di reunion per il ventennale. In questi anni i vari componenti del gruppo hanno continuato a produrre musica e idee - Marco Messina con vari progetti e produzioni, tra cui Resina insieme ai Retina.it e Nous con Meg, Massimo Jovine impegnato col fratello Valerio nell'omonima band, 'O Zulu' impegnato nel progetto Al Mukawama - ma nulla a nome 99Posse. La loro e' una voce unica in Italia, lucida, radicale e underground, nata nella culla del primo rap italiano ma che oggi spicca per la singolarita' del punto di vista. Il loro linguaggio, sempre molto acceso, suona persino piu' affilato e diretto di prima, certamente piu' maturo. Le tematiche restano le stesse: l'ingiustizia, la repressione la liberta'; temi che sono forse persino piu' attuali oggi di allora e certamente piu' urgenti. Il suono di Cattivi Guagliuni segna una sorta di ritorno alle origini e ripropone l'efficacissima miscela di generi che caratterizza la band fin dal primo album, naturalmente aggiornata a oggi. Si va dall'R'n'B tinteggiato di Reggae della title track ai suoni Nu Disco di Confusione Totale e Penso Che Non Me Ne Andro' fino all'Hardcore Punk di La Paranza di San Precario. Con alcuni punti fermi, innanzitutto il Raggamuffin (Canto Pe' Dispietto, Tarantelle Pe' Campa') e l'Hip hop (Morire Tutti I Giorni, University of Secondigliano). Anche i testi confermano e rinnovano la tipica miscela di attivismo, dissacrazione e alta temperatura emotiva degli esordi e ce n'e' per tutti, a destra come a sinistra (fara' discutere lo short Yes Weekend, con le voci campionate di Bersani, Franceschini e Finocchiaro).

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PROGRAMMAZIONE LIVE GENNAIO 2012 LATTE PIU LIVE @ BRESCIA + Anticipazioni Febbraio/Marzo

Scritto da INDIEBOX MUSIC - UFFICIO STAMPA. Posted in News/Comunicati

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PROGRAMMAZIONE LIVE GENNAIO 2012 LATTE PIU LIVE @ BRESCIA VENERDI 20 GENNAIO 2012 DON TURBOLENTO RECORD RELEASE PARTY ''ATTACK !'' www.myspace/donturbolento.com Entrata 5 Euro Opening 21.30 + in B-SIDE MKN BRIGADE & PYRAMID HEAD PARTY http://www.facebook.com/events/331151793569237/ Si alterneranno in console: DEBS (mkn brigade - tekno djset) / FRM (mkn brigade - hardtek liveset) / K-NXT (pyramid-head/bangbass - hardtek liveset) / DJ TRACKER (pyramid-head/hd unitz - hardfloor liveset)  Inizio Serata B-Side from 00.00 to 04.00 FREE ENTRY SABATO 21 GENNAIO 2012 99 POSSE CATTIVI GUAGLIUNI TOUR 2012 http://www.facebook.com/events/143262549116073/ Entrata 15 Euro Opening 21.30 + sparta. nel bosco AUCAN DJ SET WASHME BRUSHME (sparta. nel bosco resident dj) http://www.facebook.com/events/145772168867954/ In Apertura: ELECTRODOMESTIC Inizio Serata in B-Side from 23.00 to 04.00 Entrata 5 Euro VENERDI 27 GENNAIO 2012 EMERGENZA FESTIVAL IL PIU GRANDE FESTIVAL DEL MONDO PER BAND EMERGENTI BROKEN SACRIFICE / I TIPI TOSTI / EVIL'S FLOWERS / BANG BOTTLES / BOTTLE BROTHERS / ED ERA / THE RISING http://www.facebook.com/events/150980211672394/ Opening 21.30 SABATO 28 GENNAIO 2012 NO AFRO NO PARTY Dopo il successo di natale ivory. ripropone una serata solo AFROMUSIC AI CONTROLLI:

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Comunicato Stampa "Appunti dal Blu"

Scritto da Francesco Renna. Posted in News/Comunicati

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Comunicato Stampa di “APPUNTI DAL BLU” di Vincenzo Compierchio PREMESSA. Ciò che più colpisce di “Appunti dal Blu”, album d’esordio di Francesco Renna, è la grande eterogeneità di generi in esso contenuti. La capacità di transitare, con audace disinvoltura, dal Folk al Rock, dal Blues al Funky, dallo Swing alla Bossa nova, dal Pop al cantautorato dylaniano, presuppone un bagaglio culturale notevole per un giovane di soli 24 anni. Così come la qualità dei testi e l’accuratezza degli arrangiamenti rivelano un’ottima maturità artistica e una fervente creatività, oltre che un perfezionismo ai limiti del maniacale. Il risultato è tutto in una tracklist composta da ben 14 canzoni (11 più 3 bonus tracks) frutto di anni di impegno e sacrifici. Un lavoro meticoloso e appassionato che vale la pena analizzare nel dettaglio. LA NOTTE CHIARA. Ritmica blues, fisarmonica zydeco e sonorità allegramente country, la prima traccia anticipa subito quella che sarà una delle tematiche dominanti e ispiratrici dell’intero album: l’amore. Amore inteso in senso lato e in tutte le sue declinazioni e sfaccettature: amore per una donna, amore per la vita, amore per un luogo, per un’idea, per un ricordo. Amore struggente e inafferrabile, incantatore e illusorio, limpido e controverso. Nel caso specifico, per fortuna, si racconta l’amore che nasce. O meglio, gli attimi immediatamente successivi alla sua realizzazione fisica ed emozionale, assaporati lentamente durante il ritorno notturno verso casa. E’ un amore che altera, accende e trascende la percezione cinestetica e visiva della realtà, elevandola a una dimensione superiore ed estremamente sensuale. Così il protagonista solitario, passo dopo passo, ritrova e accarezza ancora una volta le labbra della sua lei (il “muschio soffice”), osservando ammaliato le goccioline di sudore che ne rigano la pelle (le “foglie umide”). Tutto, questa notte, acquisisce valore e vita: i pini non sono scossi dal vento, ma giocano con le stelle. Lo stesso ossimoro contenuto nel titolo, “Notte Chiara”, rende bene l’idea del dinamismo vitale che illumina tutto l’ambiente circostante. Il finale è accompagnato da alcune voci di sottofondo che sembrano stridere con la trama scenica e tematica della canzone, ma che in realtà fungono da semplice anello di congiunzione con la traccia successiva. SE UNA NOTTE SE UNA SERA. Costruita su un’incalzante serie di periodi ipotetici, a loro volta scanditi dal rincorrersi di rime frenetiche e cadenzate, “Se Una Notte Se Una Sera” è, a dispetto delle apparenze, la traccia più complessa ed elaborata dell’intero album. I cambi di marcia tematici e strutturali che ne caratterizzano ogni strofa fanno pensare che sia stata scritta in momenti e stati d’animo completamente diversi; il che infonde in questo brano, dalla ritmica vagamente dixieland, un senso di discontinuità emozionale in parte presente anche nei lavori successivi. Ma entriamo subito nei dettagli: Prima strofa. A un attento ascolto della prima strofa, per altro liberamente ispirata al romanzo di Calvino “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, ci si rende subito conto di come tutti i soggetti in essa citati siano volutamente interconnessi e, le loro azioni, perfettamente interscambiabili. In questo senso, alcuni riferimenti (come “lettore” e “scrittore”; “cercasse” e “cercatore”) sono logici e palesi; altri sono invece affidati al pensiero subconscio dell’ascoltatore, il quale può facilmente collegare la “nebbia” ad una “notte d’inverno”; il “raffreddore” ad una determinata “stagione”; e la “sospensione” alla naturale condizione di un “aviatore”. Allo stesso modo, anche il lettore può cercare “parole in dissoluzione”; lo scrittore “cantare, scrivere, parlare d'amore”; e il viaggiatore “chiudere gli occhi, spegnere il motore”. Un intreccio ideale e idilliaco, in netto contrasto con quella che sarà la strofa immediatamente successiva. Seconda strofa. Ecco il primo cambio di marcia. Nella seconda strofa, infatti, non c’è più spazio per viaggiatori e lettori, scrittori e aviatori. L’intreccio ideale e idilliaco di cui parlavamo prima, ormai non esiste più. Al suo posto, viene raccontata la solitudine di chi, per una ragione o per l’altra, si ritrova a vivere in una condizione di disagio, di sofferenza, di emarginazione. L’amante abbandonato e ferito che affonda il suo dolore in una scatola di biscotti . L’alcolista che si stordisce la mente per non affrontare la dura realtà. Il penitente isolato e tormentato dai sensi di colpa. Terza strofa. Dopo aver cantato di lettori e aviatori, bevitori e peccatori, nella strofa finale della canzone l’autore ha un ultimo personaggio da raccontare: se stesso. Lo fa trasmettendo un messaggio chiaro e perfettamente contenuto in un ritornello swing del quale, fino a questo momento, non si era ancora capita l’attinenza: “La vita è reale, è un gioco banale, ma non puoi scartare l’inconveniente d’amare … Tu che vivi per non morire”. Un messaggio di speranza, dunque, dedicato a coloro che ogni giorno vivono “per non morire”, per restare a galla. Perché nella banale quotidianità della nostra vita, prima o poi, arriva “l’inconveniente” che può sconvolgerci, salvarci, aiutarci a risalire su: l’amore. E’ l’amore che ci fa vivere a “colori” e che ci apre nuove “porte” sul mondo. L’amore che rende bello tutto ciò che sfiora (“toccasse un metallo sentendo un fiore” ) e che ci permette di guardare le cose da una prospettiva diversa (“scambiasse la nebbia per confusione”). E’ il “mare dell’incomprensione” nel quale non possiamo fare a meno di buttarci, di lasciarci andare; senza freni e senza controllo. Esattamente come l’aviatore che “chiude gli occhi” e “spegne il motore”. TRA PASSATO E FUTURO. E’ il tintinnio del Glockenspiel (letteralmente “suono delle campane”) a introdurre e condurre questa ballata pop intrisa di malinconia, nostalgia e un pizzico di angoscia. Malinconia per le occasioni mancate e mai più ritrovate (efficacemente raffigurate dalla marcia dei cani che, attimo dopo attimo, “passano davanti” per non tornare). Nostalgia di quegli occhi da bambino che ancora riuscivano a guardare il mondo con ingenua e sincera curiosità (“un attimo fa avevo cinque anni / mia madre, sul balcone, che stendeva panni”). Angoscia, infine, per un “passato non passato” che torna prepotentemente a chiedere il conto, facendo irruzione nel presente e annientando ogni visione del futuro. Nel ritornello della canzone, l’autore rivolge un vero e proprio appello a un amore lontano e ormai vivo soltanto nei suoi ricordi. Una richiesta di aiuto disperata e, al tempo stesso, consapevolmente rinunciataria: egli, infatti, non supplica l’amore perduto di ritornare, ma di spiegargli come resistere alla sua stessa assenza; come “tenere duro”, come “mantenere un impegno”. Impegno che, alla fine, riuscirà a portare a termine; segno di come anche questa traccia sia stata scritta in fasi e circostanze emotive diametralmente opposte tra di loro. INGRANAGGI. Dopo il dolceamaro dei tre brani precedenti, l’atmosfera si tinge di funky con questo pezzo dalle sonorità briose e accattivanti. L’acida schitarrata introduttiva, in evidenza per tutto il resto della canzone, precede un testo apparentemente sprovvisto di senso logico. In realtà, come spiegato dallo stesso autore, esso è ispirato a un curioso scambio epistolare avvenuto tra l’allora scolaro Francesco Renna e il suo professore di Filosofia, accusato dall’alunno di aver fallito la sua missione educativa, anche a causa degli sbalzi umorali e degli “stati di follia pura” liberamente esternati durante le sue lezioni. La lettera di risposta del professore è spiazzante e inaspettatamente accondiscendente: essa rivela, sia nella forma (si pensi al perenne uso del “Lei”) che nel contenuto, un forte rispetto per quell’alunno svogliato ma schietto al tempo stesso. Entrambi, in fondo, sono legati da un filo simbiotico fatto di audace follia e ingranaggi mentali irregolari. Perché, parafrasando un passaggio della missiva, “chi pensa di far riflettere un folle non può che esserlo a sua volta”. Da qui, l’invito del professore ad andare a leggere una scritta (per altro tuttora esistente) impressa su di un muro di Avellino, la città dove entrambi abitano: “Distruggi la simmetria degli ingranaggi”. Un appello a non temere la follia, ma a canalizzarla e a farne parte integrante della propria identità. BICICLETTE AL PASSEGGIO. In netto contrasto con il ritmo frenetico e i riff distorti del pezzo precedente, sono i cinguettii degli uccellini e i suoni delle campane di chiesa ad annunciare l’inizio della quinta traccia dell’album. Accompagnandosi con chitarra acustica e armonica a bocca, come nella migliore tradizione dylaniana, il cantautore rende un omaggio alla città che lo ha ospitato per alcuni anni della sua vita: Bologna. Il tutto, ancora una volta, attraverso uno stile dolceamaro che sa di addio. Come se ormai le “biciclette al passeggio”, “l’amore che odora di fiori di maggio”, “gli amici nelle sere felici”, rappresentassero solo un ricordo, un’immagine da custodire per sempre dentro le note di una canzone. IN UN SOLO ISTANTE. E’ il primo e unico pezzo a sfondo apertamente sociale dell’album. Un pop/rock pacifista, spietatamente struggente e diretto nella sua raffigurazione narrativa (“dimmi a chi appartiene quel cannone dal frastuono feroce / dimmi di chi è quel coltello rovente che strozza la voce”). E’ una denuncia alle efferatezze e alle tragedie consumate nelle zone di guerra, ma anche un tentativo dell’autore di umanizzarne le vittime, di mettercele davanti, di farcele sentire come noi. E lo fa evocando l’elemento che più ci accomuna universalmente, a dispetto di ogni patria, lingua e pigmentazione della pelle: l’amore per un figlio (“quando un missile parte e infrange il cielo/ pensa prima a tuo figlio per sottrarlo alla morte / immagina la sua vita e quando lui diverrà più grande / e tutto ciò che si consuma in un solo istante”). Per poi evidenziarne le ingiuste e drammatiche diversità (“c’è chi pensa che una frase possa cambiare la storia / ma c’è chi non sopravvive / c’è chi si diverte a soffrire”) . Il pezzo termina con una sorta di apologia all’obiezione di coscienza, all’amore incondizionato tra popoli e individui (“e tu, soldato in guerra che difendi strenuamente la tua Terra: guarda in faccia il tuo nemico, dai un bacio sul suo viso”). Un appello nobile, ma dal retrogusto amaramente utopico. 31ESIMO GIORNO DI PRIMAVERA. Stacco strumentale eseguito con chitarra e armonica a bocca, quasi a voler infondere nell’ascoltatore un momento di pace e tranquillità non concesso con la traccia precedente. STELLE BUGIARDE. Secondo e ultimo pezzo funky del disco, con qualche accenno di rock/blues e arrangiamenti curatissimi, sostenuti da un grande organo hammond. E’ una canzone di difficile interpretazione, col ritorno di simbolismi già ascoltati come quello del cane che, in questo caso, indossa le vesti di “coscienza”. Quella di chi, troppo spesso, evoca e prende come pretesto i propri sogni per non affrontare le inquietudini della vita reale (“ma i sogni a volte svelano sottili bugie / è come se non bastan le paure”). Inquietudini e paure perfettamente rappresentate dalla traccia strumentale seguente. DEUS EX MACHINA. Inizialmente fu scritta per la colonna sonora di un omonimo cortometraggio, mai più realizzato. E’ un pezzo decisamente angoscioso, quasi psichedelico. E proprio per questo, risulta anche essere la naturale introduzione alla canzone successiva. CUOR DI MELA. Leggenda narra che questo pezzo sia stato concepito durante una consumazione serale dei famosi biscotti della Mulino Bianco: i Cuor di Mela, appunto. Teoria poi confermata, in più occasioni, dallo stesso autore. Sonorità marcatamente pop/rock, condite da un accenno di psichedelica in linea con la sua strumentale introduttiva, anche qui, come in “Stelle Bugiarde”, torna un personaggio già citato in un brano precedente: “l’amatore” che mangia “biscotti per disperazione” di “Se Una Notte Se Una Sera”. Così come riappare il travaglio interiore del “fuoco che non vuole più bruciare” già ascoltato in “Tra Passato e Futuro” (“ho bisogno di una sua carezza / di un suo bacio per colmare la freddezza che provo dentro”). Alle sensazioni di estrema solitudine e di buio spirituale, rese ancora più evidenti dalla tetra descrizione dell’ambiente circostante (“è ormai sera / l’aria si fa nera / una luce fioca riempie l’atmosfera”), l’autore/protagonista reagisce componendo e contemplando, nella sua mente, l’immagine di una donna che non esiste, ma che acquista man mano una forma sempre più realistica e definita. Tant’è che, dopo averne parlato in terza persona per quasi tutta la canzone (“e io spero che lei arrivi in fretta / il suo calore è una droga benedetta”), sul finale le si rivolge direttamente in seconda persona, spiegandole come sia l’unica, in quanto donna, che possa soddisfare la sua fame di dolcezza, calore e comprensione (“il tuo cuore riuscirà a capire ciò che gli altri non sanno spiegare / la tua illusione mi farà apparire il tuo sapore dolce e sensuale”). Nella visione dell’autore, la donna è dunque il giusto antidoto alla solitudine intrinseca nell’animo umano; uno straordinario veicolo di pace e di comprensione profonda; l’unica speranza di salvezza dell’uomo da se stesso. SPECCHIO. La chiusura dell’album, prima delle tre bonus tracks, è affidata a questa ipnotica ballata folk dal ritornello vagamente british; ottenuto grazie a un coro di cinque voci (tutte di Francesco Renna), ognuna modulata in maniera differente. Se il testo ha un senso, esso rimane ben custodito nella testa di Matteo Rizzuto, l’autore originario della canzone. Inattesa e gradevole la “sorpresa” finale, di cui potranno godere soltanto gli ascoltatori più pazienti.