Finalmente dopo un lungo periodo di torpore musicale che stava (sta ?) attanagliando il nostro Bel Paese, ecco tentare di evadere un nome nuovo: Alessia D'Andrea. Tutto il panorama musicale è ormai spinto verso un'unica direzione, modificata e traumatizzata dalle televisioni e dalle radio che cercano in tutti i modi di convincere le orecchie di chi li ascolta che il rock non esiste più, che i giovani devono esclusivamente proporre suoni melodici, che le chitarre devono essere usate con "leggerezza", che insomma l'unico prodotto musicalmente masticabile debba essere necessariamente stile "Amici" delle de Filippi. Ci vuole quindi coraggio, volontà e conoscenza del panorama musicale mondiale per incidere il primo cd come quello omonimo della d'Andrea. Sono 11 pezzi cantati in lingua inglese, graffianti, dall'anima rock che lasciano il segno. Al primo brano "Here he comes" si percepisce subito che la giovane calabrese vuole proporre qualcosa che in Italia poche autrici, come la "prima" Elisa, hanno saputo fare : ritmo graffiante, overdrive di chitarre, voce in stile Anouk ( la ricordate?) fanno del primo brano un perfetto singolo che speriamo possa essere passato per le radio italiane e non solo. Si contiunua con "Astradeni’s lifetime", perfettamente arrangiata da Theodore Zefkilis ed in cui si resta affascinati dall'acutissima e al tempo stesso calda voce della d'Andrea. In "The flight " è uso dell’elettronica a farla da pardone, mescolandosi e diventando parte integrante ed essenziale del brano eseguito, con ottimo programming ed un muro di electric guitar che amplifica l'anima rock della traccia numero tre. I pezzi che seguono mettono in risalto viaggiano su binari simili e questo per molti potrebbe essere un difetto dell'artista. A nostro parere è in questi momenti che si vede come un'autrice voglia dare al suo lavoro un'unica anima rock, senza dover necessariamente andare a toccare con più brani le diversità degli stili musicali : chi è pop-rock deve restare pop-rock . Nei credits del CD si annoverano inoltre partecipazioni internazionali che contribuiscono a fondere più culture all'interno delle idee musicali della d'Andrea; si spazia dalla Grecia di Zefkilis alla Germania per la fase di missaggio, per poi tornare in Calabria, terra natìa dell'artista; non a caso la d'Andrea ha partecipato a numerosi eventi musicali , popolari e non, arrivando ad incidere un brano, antecedente al CD, con il grande Ian Anderson dei Jethro Tull al flauto. Ci preme inoltre segnalare come l'artista sostenga il progetto "Save the Children" direttamente col suo CD: sono presenti infatti veri 50 centesimi di euro nella copertina da aggiungere all'offerta libera da promuovere a favore dell'organizzazione internazionale.
Concludendo, facciamo i complimenti per il lavoro prodotto dalla d'Andrea e restiamo speranzosi di poterla riascoltare in futuro in palcoscenici internazionali e non solo a Sanremo poichè risulterebbealessai d'Andrea essere limitativo sia per le sue doti canore , sia perchè rischierebbe di vedersi tarpate le ali in un volo che è partito alto e diverso da molti altri.